Recensione: “VARALDIEN- L’ERA DEI PRIMI UOMINI” di Lara D’Amore

L’autrice Lara D’Amore sorprende con un fantasy senza dubbio movimentato. Scoprite cosa ne penso…

  • Titolo: Varaldien-L’era dei nuovi uomini
  • Serie: Varaldien saga vol 1
  • Autore: Lara D’Amore
  • Editore: Triskell Edizioni
  • Genere: Fantasy
  • Pagine: 213
  • Data di uscita; 24 settembre 2020
  • Ebook: 3,99
  • Cartaceo: 11,40

Trama:

“L’umanità ha sofferto abbastanza”
Questo è ciò che la dea Gaia, signora della Terra e della Luce, rivela agli Indovini nella notte in cui nasce il suo prediletto, nel potente e florido regno di Varaldien.
Il principe Kalahm Aliker cresce e matura come guerriero, nella certezza della fede negli dèi e un sacro ruolo a gravargli sulle spalle. Suo è il compito di condurre a Varaldien gli Evocatori della Luce, semidei gemelli figli di Gaia, affinché il loro potere divenga fulcro di una nuova era per l’umanità.
Forte del suo credo e della sua forza dovuta in parte alla veste di Prescelto, parte con un gruppo scelto di soldati per il Gran Deserto di Mohal alla ricerca del tempio di Gaia occultato agli occhi umani. Insieme a lui, in quest’impresa si immolano i fidi alleati di una vita di battaglie: il fedele barbaro Reven di Mòrekr, la temeraria sorella minore Tara Aliker, il folle e ingestibile Zoral Reid e il misterioso Martien Renard. La fede negli dèi accompagna Kalahm nel viaggio, così come la fortuna. Finché l’incontro con Kyal, l’Evocatore ribelle, gli strappa via dal cuore qualsiasi consapevolezza.
Una vita nella fede, o una morte in nome della libertà? È davvero giusto che il destino venga scritto dagli dèi? Per Kalahm la verità si cela infida tra le sabbie del deserto.
Dal viaggio in cui le amicizie, gli inganni e gli amori impossibili si intrecciano fatalmente, ha inizio il tempo del riscatto degli uomini. Il tempo del Caos. Il tempo in cui il Bene e il Male non sono più i vessilli di una parte solamente.

Non si perde mai tempo prezioso in questo romanzo. Veniamo trasportati in un nuovo e sconfinato mondo fantasy, abitato da uomini e semidei, creati da déi potenti, alcuni magnanimi altri oscuri. Proprio dalla dea Gaia, signora della Terra e della Luce, giungono parole di speranza per la razza umana. Il prescelto è venuto al mondo per riportare equilibrio tra le popolazioni e il regno degli dèi, una notizia che desta subito interesse negli indovini. Il predestinato è il principe Kalham del regno di Varaldien, costretto – o benedetto a seconda dei punti di vista – a portare un fardello sulle spalle che in molti casi diventa più grosso del suo peso. Il valoroso guerriero supporta questa sua sacra nomina e dà il via alla sua battaglia per portare a termine ciò per cui è stato prescelto. Comunciando dagli Evocatori della Luce.

Nel regno degli uomini più vasto e florido, dove le maree d’inverno ne fortificano i confini, questa notte nascerà un uomo favorito dagli dèi, che li servirà con il cuore e con la spada. Un uomo giusto, al quale farò dono della magia della Luce…

Tutto ha inizio con una grande battaglia nel deserto di Mohal, un massacro le cui morti peseranno sulla coscienza di Kalham, principe dalla fede solida ma non di certo privo di remore. Il suo primo compito è quello di condurre i due semidèi gemelli nel suo regno e consolidare una vantaggiosa alleanza contro le forze oscure. Kyal e Lyah sono dotati di un potere e di una bellezza rara; sono androgini per cui possiedono caratteristiche sia maschili che femminili. Kyal si mostra subito sprezzante, al contrario del fratello si rifiuta di seguire un umano, per lui indegno di ergersi a paladino della dea, loro madre, costringendo il vincitore a prendere una decisione di cui si pentirà amaramente. Forte è l’attrazione, fisica e spirituale, che prova il principe verso l’Evocatore che lo osteggia, ma è inevitabile la condanna che gli infligge. Da qui in avanti, la storia si concentra sull’impervio viaggio verso casa.

Spaccato a metà, tra ragione e sentimento, Kalham soffriva e non aveva idea di come risolvere il conflitto dentro di sè…

Kalhem inaugura una serie di scelte complicate, che riguardano tutto il suo vivace seguito, i suoi soldati e soprattutto i suoi amici che lo hanno seguito in un’impresa quasi impossibile e a cui affida la sua esistenza.

A cominciare da Tara, la devotissima sorella di Kalham, molto giovane e già si sente pronta alle battaglie. Unica figura femminile che porta in alto la bandiera, tipica personalità che a me piace molto in un romanzo. Coraggiosa, abile arciera, a volte impulsiva, non si tira indietro durante gli assalti dei nemici benchè non sia del tutto pronta a quello che le aspetta. Tuttavia c’è qualcuno disposto a guardarle le spalle.

Si era lacerata il cuore con ferite invisibili che bruciavano di bramosia, per un riscatto a cui aspirava dentro ogni singolo battito, soprattutto agli occhi di Kalham. Occhi per i quali le sembrava di non esistere.

Costui è Reven, il barbaro, guerriero impetuoso, protettivo e leale nei riguardi del principe ma soprattutto di Tara, poichè ogni volta che lei si trova in difficoltà lui arriva. Che ci sia possibilità che scoppi del tenero? Chissà…

Nel gruppo di Kalham vi è il forte e depravato Zoral, un tipo davvero particolare, con voci misteriosi a occupare la sua mente. Ha sempre la battuta pronta, anche volgare, allo scopo di conquistare il suo Splendore grazie a un corteggiamento spudorato.

Metodi che Martien, cugino dei principi, non prende sul serio, anzi paiono infastidirlo. È proprio la situazione di questo personaggio, non poi tanto secondario, ad attirare molto l’interesse del lettore. Martien rappresenta un elemento portante del romanzo -a mio parere – ha una storia a sè accattivante. Lui racchiude al suo interno un potere oscuro, devastante, causato da un abuso a cui non ha potuto sottrarsi.

Mi ami così tanto oppure sei solo un pezzo che non si rende conto di fare cazzate?

Senza dubbio Martien è stato il mio preferito, insieme a Tara e Reven, ben delineato il suo carattere e chiare le sue emozioni. Nasce una ship M/M insolita per lui e Zoral, che trovo una coppia azzeccata, senza pregiudizi sull’universo dei sentimenti. Il romanzo può anche essere definito un fantasy M/M, i legami maschili sono predominanti, non per questo meno accattivanti. Trovo per ora la figura del protagonista più in ombra rispetto agli altri personaggi, forse perchè questo è solo il primo volume di una saga. C’è ancora parecchia carne al fuoco per i seguiti.

La storia scorre veloce e vanta un intreccio avventuroso scritto veramente in maniera egregia. Le emozioni dei personaggi, le descrizioni delle battaglie e degli ambienti sono accurate e mai pesanti. Lo consiglio a tutti gli amanti del genere fantasy.

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