Recensione: “AMERICAN SQUIRE” di Sierra Simone – ed. Triskell Edizioni

Alice Bruno ha letto, per A libro aperto, American Squire di Sierra Simone, edito Triskell Edizioni.

  • COLLANA: RAINBOW
  • Titolo: American Squire – Edizione Italiana
  • Titolo originale: American Squire
  • Serie: novella post – New Camelot
  • Autrice: Sierra Simone
  • Traduttrice: Serena Tardioli
  • ISBN EBOOK: 978-88-9312-889-6
  • ISBN CARTACEO: 978-88-9312-890-2
  • Genere: Erotico
  • Lunghezza: 54 pagine

Trama

Da quando il suo Presidente è stato ucciso, l’ex assistente presidenziale Ryan Belvedere è alla deriva in una nebbia di infelicità, ma accetta a malincuore di fare un favore a un amico: recuperare un libro raro in una tenuta fatiscente in Inghilterra.

Lì incontra Sidney Blount, un dominatore freddo e sofisticato, che si trova nella stessa casa per valutare le opere d’arte di famiglia.

Sidney non ci mette molto tempo a valutare anche Ryan e a decidere con esattezza ciò di cui l’uomo ha bisogno. Che, guarda caso, è l’unica cosa che Sidney vuole concedere…

American Squire è una novella che si svolge durante gli eventi di American King, ed è consigliabile leggerlo dopo la trilogia di New Camelot. Non è necessario aver letto la serie di Thornchapel per godersi American Squire.

Ryan Belvedere è rimasto orfano del suo presidente Ash Colchester. Orfano non solo di una guida politica, del proprio capo, ma dell’uomo a cui era totalmente devoto, sotto ogni punto di vista. La morte di Ash perciò lo priva del centro attorno a cui ruotava la sua intera esistenza, lasciandolo vuoto.

Questo è il Ryan che troviamo all’inizio della breve novella, spin off della serie New Camelot, un uomo che si sente ormai privo di uno scopo. Perché non ha più nessuno da servire: è uno scudiero senza più un re.

Ed è con questo spirito che accetta di recuperare un libro raro, incarico affidatogli da Merlin e Nimue: e come Belvedere sa bene, quando si tratta di Merlin non si può mai parlare solo di semplici coincidenze.

A Thornchapel, durante quello che poteva essere il più desolante dei Natali, tra le vecchie mura e gli antichi libri della biblioteca infatti trova Sidney Blount e con lui un nuovo inizio: perché Blount è precisamente ciò che gli serve. Un perfetto dominatore…

Scritto benissimo, sensuale e ricco di scene potenti e assolutamente esplicite, ma mai volgari, eppure intriso di sentimenti e di intrecci che però qui purtroppo, data l’assoluta brevità, vediamo solo accennati.

Comunque da leggere a prescindere, come sempre con Sierra Simone, se avete amato Ash, Embry e Greer.

Un paio di mesi fa l’avrei a malapena notato. Il mio compito era quello di tenere il Presidente degli Stati Uniti a suo agio, informato e concentrato: ogni ora dovevo affrontare senatori furibondi, diplomatici arrabbiati e, peggio ancora, gli assistenti personali di altri leader mondiali. Ci voleva molto più di un cenno freddo del capo per scalfire il mio sorriso. Ma ora, con Maxen Ash Colchester morto e con me che vado alla deriva da un posto all’altro senza una direzione e senza uno scopo… be’, questo bell’uomo che mi ignora è come un’altra fitta da parte dell’universo, che mi ricorda che niente ha importanza e niente l’avrà mai. Il mio padrone è morto e non potrò mai più servirlo.

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