Recensione: “MOZART DEVE MORIRE” di Max e Francesco Morini (Newton Compton)

Quale mistero si nasconde dietro la morte del bambino prodigio e poi compositore austriaco più famoso e chiacchierato di tutti i tempi? Ho letto questo interessantissimo romanzo di cui vi parlo molto volentieri.

  • Titolo: Mozart deve morire
  • Autori: Max e Francesco Morini
  • Editore: Newton Compton
  • Genere: Thriller storico
  • Pagine: 141
  • Data di uscita: 28 maggio 2021
  • Ebook: 4,99
  • Cartaceo: 10,00

TRAMA

1811, Vienna. L’Austria, come tutta l’Europa, è schiacciata dal giogo napoleonico. Cherubino Hofner, un uomo giovane e irrequieto che lavora come giornalista alla gazzetta cittadina «Die Wiener Stimme», assiste a una replica delle Nozze di Figaro di Mozart. Mentre si accinge a scrivere un articolo sullo spettacolo, si accorge che proprio quel giorno ricorre un anniversario importantissimo: sono passati vent’anni dalla morte del genio di Salisburgo. Una morte misteriosa, piena di ombre, di cui ancora manca una versione ufficiale. L’amore infinito di Cherubino per Mozart – ereditato dal padre, che gli ha dato quel nome in suo onore – lo spinge a investigare su quella morte e a scrivere un’inchiesta a puntate sul suo giornale. Incontrerà amici, donne, musicisti, confratelli massoni che hanno avuto a che fare con il grande musicista, ma anche strani, cupi personaggi, ognuno con la sua versione dei fatti. Fino ad arrivare alla sconvolgente, sorprendente, incredibile verità.

Ringrazio subito l’autore per averci omaggiato del loro libro.

Tornano i due fratelli scrittori di thriller storici Max e Francesco Morini, tramite editore Newton Compton, in una nuova avventura che indaga a fondo sulla dipartita del famosissimo compositore Wolfgang Amadeus Mozart. Una morte che sotto diversi aspetti risulta torbida: morto per cause naturali oppure ucciso da invidiosi concorrenti? Gli autori ci hanno preparato questo avvincente romanzo barra inchiesta che tiene incollati alle pagine; un’interessante finestra sulla vita e sulle trasgressioni di questo musicista geniale di Salisburgo, un enfant prodige che ha iniziato a creare emozioni sonore a soli cinque anni.

La mia opera lirica preferita, se ci tenete a saperlo, di Mozart è Il flauto magico, una favola che racchiude arie e musiche favolose, impossibile dimenticare quella della Regina della notte.

Per chi non lo sapesse, il grande Mozart non era né un tipo raffinato né tantomeno un virtuoso, bensì un ragazzo – morì a trentacinque anni quindi… – dai modi volgari, dissoluti e incline alla fornicazione fuori dal matrimonio, con diverse cantanti. Ce ne sarebbe da dire su di lui. Più apprezzato dal popolo che dalla corte viennese, gli va riconosciuta la sua genialità, la stessa che ha superato il logorio del tempo, l’arrivo di tanti altri compositori. Le sue sinfonie e le sue opere sono di consueto suonate e rappresentate ancora oggi e in tutto il mondo. Ciononostante il suo epilogo non fu di certo roseo. A colpirlo pare sia stata un’epidemia che ha aggravato i suoi problemi renali, ma si sa anche che è stato seppellito in una fossa comune; una circostanza documentata davvero triste e oltremodo ingiusta per un artista della sua fama.

Grande ammiratore del musicista prodigio è anche il protagonista del romanzo, ovvero Cherubino Hofner, giornalista viennese e depresso, che al momento, nel 1811 precisamente, non riesce a produrre qualcosa di decente. Mozartiano dall’infanzia grazie al padre, dopo aver assistito a un’altra esecuzione de “Le nozze di Figaro” – egli infatti ha lo stesso nome di un personaggio – ha un’improvvisa illuminazione, ovvero quella di stilare degli articoli commemorativi sull’artista, a puntate, per ricordarne la scomparsa avvenuta vent’anni prima. Cherubino non solo intende omaggiarlo, ma è deciso a indagare a fondo sulla sua morte.

Inizialmente il capo del giornale non sembra entusiasta della proposta, invece il primo articolo di inchiesta riscuote successo e sprona il pubblico a domandare la continuazione. Oltretutto dei testimoni iniziano a spedire lettere sperando di essere ascoltati. Cherubino infatti si ritrova in un certo senso aiutato nelle ricerche, da persone che hanno visto con la loro faccia il genio, chi invece ci ha lavorato accanto, chi ha avuto con lui degli episodi sfortunati. Tanti nomi vengono tirati in ballo, tra cui la moglie Costanze e il “rivale storico” italiano Antonio Salieri, compositore di corte, uno dei personaggi chiave della pellicola cinematografica Amadeus, un film molto bello e per certi versi reale, che ha dei tratti combacianti con i fatti narrati dai fratelli Morini.

Cherubino, però, si dimostra un essere umano molto sensibile e combattuto su ciò che sta portando avanti, riflettendo su dove andrà a parare, anche pauroso di quello che potrà scoprire. Di bello o di brutto. Fatto sta che l’epilogo di questa storia lascerà davvero tutti a bocca aperta, giornalista compreso.

Ho trovato questa lettura davvero ben costruita e scorrevolissima, soprattutto interessante sotto il profilo storico. Frutto di attente ricerche sul personaggio a cui però non manca un tocco personale. Caratterizzato a dovere è il protagonista Cherubino, non solo un tramite per stilare un’inchiesta ma un pilastro vero e proprio, con incertezze e sentimenti.

Se siete curiosi di scoprire i segreti di Mozart, o più semplicemente cercate un buon libro che non sia prevedibile, questo è quello che fa per voi.

Max e Francesco Morini
Fratelli, autori teatrali e televisivi, dirigono la Scuola di Scrittura “Pensieri e Parole” di Roma. I loro romanzi nascono dalla volontà di unire due grandi passioni: quella per i romanzi polizieschi e quella per la loro città, Roma. La Newton Compton ha pubblicato Nero Caravaggio, Rosso Barocco, Il giallo di Ponte Sisto, Il mistero della casa delle civette e Mozart deve morire.

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