Recensione: “DI MIELE E VELENO” Cristina Origone (Golem edizioni)

Se parlo di gatti e Riviera Ligure vuol dire che sto per raccontarvi altre due avventure dell’ormai Maître Simone e del suo gatto Mameo, pronti a condurci nelle nuove indagini a colpi di forchetta. Letto per me e per A libro aperto, scoprite dove mi ha condotto questo viaggio.

  • Di miele e veleno
  • Serie: “The waiter’s Investigations
  • Autore: Cristina Origone
  • Editore: Golem edizioni
  • Data di uscita: 27 maggio 2021
  • Pagine: 240
  • Genere: giallo
  • Cartaceo: 13,20

TRAMA

In questo secondo volume della serie “The waiter’s Investigations” Troviamo Simone alle prese con due casi alquanto complicati. Nella prima indagine, una giovane cameriera amica di Simone sparisce senza lasciare traccia. Gli strani traffici, nella villa di fronte all’appartamento della nonna della ragazza, mettono in allarme l’arzilla vecchietta che spinge Simone a indagare sul nuovo inquilino, e sul legame che potrebbe avere con la scomparsa della nipote. Nella seconda indagine, tutto ha inizio con la registrazione del programma ristorichef, dove quattro chef della Riviera ligure si devono scontrare per vincere un cospicuo premio. Fra ripicche e vendette, uno di loro sarà avvelenato. Simone, suo malgrado, rimane coinvolto, ma ben presto si ritrovare in pericolo e la sua vita dipende dalla scaltrezza di un gatto.

Ringrazio con affetto l’autrice per la gradita copia

Stiamo entrando nel clima vacanziero e quindi quale miglior pretesto per dare uno sguardo ai bellissimi borghi della Riviera Ligure, nel Levante, dove ci attendono paesaggi mozzafiato, aria di mare, effluvi che mettono l’acquolina in bocca provenienti dai ristoranti chic siti sulle stradine caratteristiche di Portofino, Recco e Santa Margherita. Qui ci aspettano Simone e i protagonisti di altre due storie ricche di odori, gatti e mistero.


La Liguria si tinge nuovamente di giallo, il giallo del miele per la precisione nella prima puntata “La cameriera scomparsa”. Ritroviamo un Simone in apprensione: non solo per il suo gatto Mameo e per una nuova ragazza che intende mollare a causa del suo inesistente amore per i mici, ma in primo piano per la scomparsa della sua amica Alice, anch’essa cameriera nel ristorante dove il nostro maître lavorava prima di essere assunto dallo chef Picard.


Come spesso accade la polizia minimizza e presume che la ragazza sia al sicuro da qualche parte; un guizzo di ribellione dovuto alla giovane età. Dello stesso avviso non è la nonna di Alice, la signora Teresa, una simpatica signora sospettosa degli ambigui movimenti del vicino, il quale spia nello stesso stile di James Stewart ne “La finestra sul cortile”. È lei stessa ad allertare le autorità e di conseguenza lo stesso Simone, fornendo indicazioni un po’ troppo da film giallo.

Impossibilitato a restare fuori da guai e da indagini, il nostro maître preferito scava nelle ultime settimane passate dalla sua amica; sa che stava seguendo un corso di sommelier per il miele – giuro che non sapevo che si facesse – e che ha litigato con la madre. Un caso? Numerose insidie si presentano, vecchi rancori e desideri di vendetta portano a un terribile omicidio. Il cadavere è Alice? Chissà.


Il secondo episodio “Quattro ristoranti e un gatto” vede confrontarsi quattro chef nella gara televisiva “Ristorichef”, dei migliori ristoranti del circondario, tra cui Arnaud Picard ovvero il capo di Simone. Un’innocua competizione si trasforma in una guerra a colpi di dispetti infantili, anche pesanti, e…veleno. Oltre che punzecchiarsi tra loro con battute avvelenate, qualcuno pensa bene di avvelenare, e non in senso metaforico, lo chef più scomodo dei quattro: il giovane Mauro Paolacci.


Coinvolto nel caos creatosi è anche Simone, pronto a scoprire chi sia il vero colpevole del tentato omicidio, ma stavolta rischia davvero di non riuscire a svicolare dal pericolo, preoccupando da matti il suo capo e il buon commissario Bonelli, ma uno degli eroi della vicenda si rivela essere il gatto Ugo.

Riuscirà il programma televisivo a vedere la luce oppure sarà destinato alla sospensione? La suspense è l’ingrediente principale del menù, con contorno di coinvolgimento.


Cristina ha confezionato altre due chicche molto interessanti e molto ben costruite; il gioco, oltre al piacere della lettura, è di indovinare e aiutare Simone a incastrare il responsabile. Non è mai scontato perché i rompicapi sono dietro l’angolo appena si presume di aver risolto tutto. Consigliatissimo a chi ama i gialli e soprattutto a chi stravede per i gatti.

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