Recensione: “SCRIVIMI ANCORA” di Vi Keeland & Penelope Ward – ed. Newton Compton

Un altro romanzo imperdibile del duo Vi Keeland & Penelope Ward. SCRIVIMI ANCORA (ed. Newton Compton) non è un romanzo sulle seconde possibilità, ma su un nuovo inizio. L’amore è soprattutto condivisione… andate a leggere!

  • Titolo: SCRIVIMI ANCORA
  • Autrici: Vi Keeland & Penelope Ward
  • Editore: Newton Compton
  • Genere: romance contemporaneo
  • Data pubblicazione: 5 agosto 2021
  • Pagine: 283

Trama

Autrici di Bastardo fino in fondo
Bestseller del New York Times

Griffin Quinn era il mio amico di penna dell’infanzia, il ragazzo inglese con cui, fin da bambina, intrattenevo una corrispondenza regolare. Nel corso degli anni, attraverso centinaia di lettere, siamo diventati amici strettissimi, abbiamo condiviso i segreti più profondi e oscuri tanto da pensare che il nostro legame non potesse rompersi. E invece… Dopo otto anni dalla mia ultima lettera, all’improvviso ho ricevuto una busta. Un concentrato di anni di rabbia repressa. Non avevo altra scelta che confessare finalmente le ragioni per cui avevo smesso di scrivere. Griffin mi ha perdonato, e in qualche modo siamo stati in grado di ritrovare il nostro legame d’infanzia. Ma siamo adulti, adesso. E così le nostre lettere divertenti e civettuole sono diventate rapidamente bollenti ed esplicite, rivelando le nostre fantasie più selvagge. Fino al punto da spingermi a desiderare di vederci dal vivo. Griff non voleva che ci incontrassimo. Mi ha chiesto di fidarmi di lui. Ha detto che è molto meglio così. Ma io voglio di più. Per questo sto correndo un grosso rischio. Il rischio di perdere tutto un’altra volta.
Due autrici bestseller del New York Times
La coppia più irriverente del romanzo rosa

«Vi Keeland e Penelope Ward insieme fanno scintille.»
Raine Miller, autrice bestseller del New York Times
«Vi e Penelope non smettono mai di sorprendere, i loro libri mi hanno ipnotizzata dalla prima pagina.»
«Mi emoziono ogni volta che queste due autrici annunciano un nuovo libro!»

Copia digitale gentilmente fornita dalla CE in cambio di una recensione onesta

Lucia Vinetti ha origini italiane ma è nata e vive nel Vermont. È un’autrice affermata, scrive thriller, adora tenere i suoi lettori in piena suspense, ma lei non saprebbe starci neanche un istante: ogni giorno lotta per sconfiggere i propri demoni con l’aiuto di Doc.

Un bruttissimo incidente le ha tolto la persona alla quale era più legata. In qualche modo Lucia si sente responsabile e la sua vita cambia in modo radicale, sin dai piccoli gesti quotidiani. Solo una cosa avrebbe dovuto fare: continuare la corrispondenza con Griffin. Tuttavia, Lucia ha tagliato ogni ponte, lasciando in sospeso l’ultima lettera in cui Griffin ha messo pezzi del suo cuore; la ragazza evitò di leggere e quindi scrivergli per tener propri i cocci del suo cuore. L’inglese, rabbioso ancora dopo otto anni, prova a ricontattare l’amica di penna ancora in via epistolare. Bastano poche parole per chiarirsi, forse al tempo l’uno avrebbe potuto essere di supporto all’altra… Oggi sono un uomo e una donna, anche i loro discorsi sono cambiati, sono più profondi, intimi… accompagnati con dei regali davvero furby!

Si sentono attratti, a prescindere dall’aspetto fisico e da quello che sono diventati; non si sono ancora visti, possiedono solo la rispettiva foto di quando erano bambini. Lucia sente la necessità di incontrarlo, provando a superare i propri limiti; Griffin prende tempo, adduce delle scuse che poi diventano promesse tipo “presto ti spiegherò”.

“Griffin poteva essere un serial killer, ed era l’unica possibilità che non avevo preso in considerazione negli ultimi tre giorni. Mi ero già fatta prendere dal panico pensando che fosse sposato, gay, un gigolò, un accumulatore seriale… […] Quel pensiero malsano aveva scatenato un dibattito interiore sul fatto che potessi eventualmente essere attratta da una donna. Avevo seriamente considerato l’ipotesi di diventare lesbica per un uomo che non avevo mai visto e nel frattempo aveva deciso di cambiare sesso.”

La realtà è alquanto differente e Lucia ne entra a conoscenza in un modo non troppo corretto nei confronti di Griffin; anche quest’ultimo ha qualcosa da farsi perdonare, e di certo non saranno queste piccole incomprensioni a separarli, piuttosto da qui inizia l’idillio… molto breve!

Per vedere rose e fiori ci vorrà un po’, prima c’è da lavorare per strecciare tutti i nodi attorno al pettine; una metafora sciocca ma arrivati fin qui non vedrete l’ora di scoprire in che modo riusciranno a superare certi altissimi ostacoli.

“All’epoca non lo sapevo ancora, ma adesso sembreva così ovvio. L’amore è tutto. È più importante della paura, più importante della morte. L’amore trascende il tempo. E io avrei fatto letteralmente qualunque cosa pur di riavere Griffin nella mia vita. Anche se mi avrebbe uccisa.”

L’amore può tutto, una frase universale, adatta a ogni circostanza; non è detto che debba trattarsi di un rapporto tra innamorati, la forza di questo sentimento spinge a lottare contro una malattia, i problemi economici, le paure…

Sapete, cari lettori, se continuo a scegliere e amare questo duo inossidabile di autrici, è perché nelle loro storie – solo all’apparenza “commerciali” – c’è sempre una o più tematiche che lasciano il segno. Vi ha mai bloccato la paura, facendovi fare delle cose inconsulte? Non ditemi di no, non ci credo! Io una volta chiamai il mio fidanzato perché avevo il panico a uscire da un parcheggio in cui ero incastrata, eppure sapevo che si trovava a 500 km di distanza e non avrebbe potuto aiutarmi… ma la fiducia che riponeva in me, la carica che mi infondeva, mi ha fatto uscire da quel buco in due manovre! Vedete, oggi ne parlo, perché provo sempre a contrastarle e a vincerle, le paure. Lucia tenta ogni giorno e Griffin sarà la sua panacea, la botta di fiducia, ma deve arrivare a comprenderlo. Forte, in Scrivimi ancora, è anche il senso di “perdita” – non solo come causa dei problemi di Lucia –, la paura di rimanere soli, dopo esserci passati entrambi in più fasi della vita… per gli stati d’animo, le reazioni e le emozioni che riescono a suscitare che adoro questo romanzo!

Altro punto a favore di Vi Keeland e Penelope Douglas è la costruzione dei personaggi che non avviene mai in maniera superficiale; attenzione, non mi riferisco solo ai protagonisti. Ho apprezzato molto la figura di Doc, professionale, attento e premuroso, quasi come un padre; poi, fa simpatia con la sua passione per gli uccelli.

Il romanzo è scritto in prima persona, dal punto di vista di entrambi, per cui entrare in empatia con Lucia e Griffin non sarà per nulla difficile. Il linguaggio è consono e adatto ai protagonisti, e più colorito al bisogno! L’unico appunto deriva proprio dal “passaggio” tra una scena e l’altra, dove sembra quasi che sia un’altra penna a scrivere, cadendo in frivolezze che potevano essere evitate. Ciò non preclude la lettura, forse in determinati frangenti è opportuna un po’ di leggerezza in più. Tuttavia, la lettura rimane più che positiva, grazie alle infinite emozioni e ricordi che “Scrivimi ancora” ha fatto riaffiorare grazie a Isabella. Non aggiungo altro, resto in attesa del vostro pensiero!

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