Recensione: “SUMMER KILLER LOVE” di Ashley Andrews – ed. Òphiere

Mariadora Vizza ha letto, per A libro aperto, SUMMER KILLER LOVE di Ashley Andrews. Una lettura… sorprendente! Andate a sbirciare la recensione.

  • Titolo: SUMMER KILLER LOVE
  • Autore: Ashley Andrews
  • Casa Editrice: Òphiere
  • Data di pubblicazione: 12 luglio 2021
  • Pagine: 204

Trama

È stato straziante, per la ventitreenne infermiera Amy Johnson, dire addio ai nonni, morti un mese prima. Li ha accuditi fin dall’adolescenza, costretti a letto, e il sacrificio le ha lasciato “il Problema”. “Il Problema” ha la sgradevole proprietà di causarne molti altri, come la prospettiva di trascorrere le ferie estive da sola. Il fatto è che Amy – faccia da bambina e una passione per gli abiti anni ’50 – , ha una fobia da contatto. Nella sua vita professionale si barda di protezioni come nessun altro. Eppure, quando il paziente della Sala Uno, in astanteria, comincia ad agonizzare avvelenato da una sostanza radioattiva, lei non può non commuoversi per come l’uomo invoca la moglie. Le ricorda il vero amore dei nonni, inseparabili fino alla fine, e lo aiuta, unica tra tutte le infermiere. Peccato che il paziente sia un sicario internazionale e che, per giunta, in punto di morte, le chieda di trovare un altro killer e di consegnargli una lettera.
Amy, per accontentarlo, finge di acconsentire, ma non potrebbe mai fare un’assurdità simile! Mettersi sulle tracce di tale Prothero, la leggenda internazionale dei killer a contratto, con gli occhi di brace, annidato per le vacanze estive in un capanno sul Redfish Lake.
Già. Quale strada si deve fare per raggiungere il Redfish Lake, esattamente?
Una strada lunga e tortuosa, come quella che porta al cuore spietato di Prothero. Per morire o per rinascere insieme.

Il libro di cui vi parlerò oggi è uno di quelli che, in teoria, non dovrebbero piacermi.

Azioni, armi, spie, sparatorie, traffici illeciti… di solito una trama del genere non è quella che mi intriga, nonostante all’adrenalina sia legata anche una bella storia d’amore.

Devo ammettere, però, che l’autrice ha saputo colpire nel segno e la lettura di Summer killer love è stata gradevole, adrenalinica sì, ma anche infinitamente dolce.

Amy è a un punto cruciale della propria esistenza. Infermiera scrupolosa, nonostante la sua paura patologica di contrarre malattia e infezioni, ha da poco perso i suoi nonni, l’unico punto fermo per quanto riguarda la sua sfera emotiva e affettiva.

Le sue giornate trascorrono vuote, senza il sostegno di una parola amica, fino alla svolta.

Un uomo, apparentemente affetto da una malattia che ormai dovrebbe essere debellata da secoli, fa il suo ingresso nell’ospedale in cui Amy lavora. È in fin di vita, nessuna delle infermiere sembra disposta ad avvicinarsi, nessuna tranne quella che ne è più spaventata: Amy stessa.

Non sa che la sua vita sta per cambiare e che, da quel momento, la sua piatta e triste esistenza prenderà una direzione tutt’altro che tranquilla.

L’uomo è un famigerato assassino e, prima di morire, darà alla ragazza precise istruzioni per far sì che la moglie, unico amore della sua vita, non rimanga priva dei mezzi per poter vivere dopo la sua morte.

È per questo motivo, per questa debolezza che Amy prova verso le storie d’amore, che finirà col cacciarsi in guai seri.

Già, perché se l’ideale dell’amore eterno, misto alla noia e all’insofferenza verso la propria piatta esistenza, sono il motore che la spingono ad abbandonare tutto su due piedi e partire all’avventura, l’incontro con l’uomo che l’assassino le ha intimato di cercare, rimescola completamente le carte in tavola.

Probabilmente non ci aveva creduto fino in fondo nemmeno lei stessa.

Probabilmente non credeva che, dopo tutto, sarebbe davvero riuscita a trovare un uomo che era un killer di professione, temuto anche dai criminali più feroci.

E invece, dopo nemmeno un giorno di ricerche, ecco lì: Prothero. Esattamente dove le era stato indicato dal suo paziente.

C’è solo un piccolo problema: Prothero è praticamente un sogno erotico ambulante.

È da qui che per Amy iniziano i veri problemi, ma è anche da questo momento che inizia la sua rinascita.

L’istinto la spinge a fidarsi, nonostante la ragione la implori di darle ascolto. Amy inizia pian piano a svestire i panni della ragazzina senza spina dorsale, la ragazzina con la testa china che accetta passivamente la propria vita, per trasformarsi in una donna più sicura, pronta a inseguire il proprio destino, a correre rischi, a osare per avere quel traguardo così ambito: quell’amore per cui vale la pena lottare, lo stesso amore che univa i suoi adorati nonni.

“«Trascorrerò la vita a ringraziarti, Amy.» «E per che cosa?» scossi la testa. «Per avermi fatto sbirciare nel mondo attraverso i tuoi occhi»”

Dall’altra parte della barricata abbiamo lui, Prothero. O Son… ma neanche questo, ovviamente, è il suo vero nome.

Freddo, perché solo così puoi sopravvivere se sei un killer.

Calcolatore, perché sbagliare anche di una virgola può costarti la vita.

E terribilmente attratto da Miss Fidanzata d’America e dai suoi capelli rosa fragola.

La situazione in cui si trova Prothero è, paradossalmente, ancora più delicata e difficile di quella in cui si trova Amy.

Amy è più inconsapevole dei rischi, che invece Prothero conosce per filo e per segno.

Amy decide di fidarsi, mentre lui non lo ha mai potuto fare in tutta la vita.

Ma Amy sembra non essere una persona a sé. Amy per Prothero inizia a essere una piccola, irrinunciabile parte di se stesso.

“fu così soffice e vellutato nel cercare l’intimità delle mie labbra da farmi battere il cuore come più non si poteva, e sprofondare nella paura. E quando mi leccò la fessura tra le labbra, fu come se mi lambisse direttamente il cuore, tanto da strapparmi un gemito.”

Amy è qualcosa a cui non si può rinunciare, semmai è l’unico motivo per cui rinunciare a tutto il resto.

Ma è davvero questa la strada giusta da percorrere? È questa la giusta via per condurre entrambi alla felicità?

Prothero e Amy tengono banco per tutta la narrazione, sono gli unici protagonisti, ma sono così ben caratterizzati da non far sentire la mancanza di ulteriori personaggi.

Ottimo il ritmo narrativo che alterna momenti di suspense a momenti di profonda tenerezza. La lettura è scorrevole, il linguaggio pulito e un grosso plauso va all’autrice per la cura dettagliata nella narrazione delle azioni più adrenaliniche, descritte con dovizia di particolari e questo lascia intendere un ottimo lavoro di studio da parte dell’autrice, una cosa che io ritengo assolutamente indispensabile nella stesura di un romanzo.

Consiglio vivamente il libro a chi non vuole negarsi il brivido dell’azione, senza rinunciare al romanticismo.

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