Recensione: “IL CIRCO DEL MARE” di Maurice Fay – ed. Triskell Edizioni

La nostra Anna Lisa Manotti ha letto, per A libro aperto, IL CIRCO DEL MARE di Maurice Fay, ed. Triskell Edizioni.

  • COLLANA: RAINBOW
  • Titolo: Il circo del mare
  • Autore: Maurice Fay
  • ISBN EBOOK: 9791220701891
  • ISBN CARTACEO: 979-12-207-0190-7
  • Genere: Fantasy
  • Lunghezza: 250 pagine
  • Prezzo Ebook: € 3,99
  • Prezzo cartaceo: € 15,00

Trama

Per sfuggire al massacro del suo popolo, il sireneide Fati cerca rifugio in un peschereccio, ma viene venduto a Ismael, lo spietato proprietario del Circo del Mare. In fuga dal passato, catapultato in un presente ancora peggiore, deciso a scappare e trasformato nell’attrazione principale del circo, Fati si ritrova invischiato in una società che non conosce, quella umana, fatta di maschere e sottintesi, e quando un efferato delitto si consuma fra gli artisti, la possibilità di fuggire e tornare negli abissi gli si presenta, ma inizia a chiedersi se sia ciò che vuole davvero. Possibile debba scendere a patti proprio con Ismael e collaborare per scoprire il colpevole? Una cosa è certa: l’assassino non può essere la Bestia, nonostante tutto sembri ricondursi a lui. Fati sa che è innocente e intende dimostrarlo, ma ecco che gli abitanti del circo iniziano a sparire misteriosamente.

Riuscirà a risolvere questo enigma e a salvare tutti quanti?

Frase quarta di copertina:

Benvenuti al Circo del Mare, dove il pericolo può avere un volto angelico e il peggiore degli incubi nascondere il più tenero dei sentimenti. Lasciatevi catturare dallo spettacolo ma attenti, potreste non tornare mai più indietro.

“Il circo del mare” di Maurice Fay è un altro di quei romanzi in cui la trama ha scarsa rilevanza: Fati, una sirena, viene catturato da dei pescatori e finisce per essere venduto a Ismael, il proprietario e conduttore del Circo del Mare. L’inserimento di Fati in una comunità del tutto diversa dalla sua, complice anche la barriera linguistica, è difficile. Il rapporto fra lui e Ismael è teso, ha pochi amici, è costretto a esibirsi in uno spettacolo che lo umilia e l’unica persona con cui ha un minimo di confidenza è Layla perché la Bestia, una creatura metà uomo e metà squalo, di corda non gliene dà per niente. La sua frequentazione con Layla è breve, infatti la poverina viene uccisa a tre quarti del libro dando al romanzo un risvolto giallo.

“Il circo del Mare” ti sospinge e ti porta in basso per poi riportarti in alto, alterna momenti in cui ti chiedi dove mai andrà a parare e altri in cui giri una pagina dopo l’altra, ma il suo pregio maggiore è l’essere impalpabile come la spuma del mare.

La storia è l’intreccio di vite diverse, diversissime, eppure con un minimo comun denominatore: la perdita. Fati ha perso tutta la sua famiglia a causa del peggiore dei tradimenti, anche Ismael ha perso tutto, la Bestia nei drammi della propria vita ha perso persino il nome, Layla ha perso l’innocenza, Nerissa ha perso l’innocenza e l’infanzia.

Non vi sono santi e non vi sono mostri in questo romanzo: Ismael è quel che è, certo, ma dentro ha tanto di buono, Fati all’inizio è ritroso, rabbioso, Layla cerca l’amore nella promiscuità, Nerissa cerca il sollievo nella vendetta e la Bestia vorrebbe solo morire per smettere di  vivere nel dolore; ognuno di loro è una vittima.

Anche l’assassino è una vittima, carnefice, sì, ma reso tale da una vita derubata e spogliata di ogni decenza e dignità.

Ho apprezzato molto questo approccio relativistico nel migliore dei modi, Maurice Fay non giudica, offre spunti di riflessione ed esprime una sola e ferma condanna: quella contro la violenza, la prevaricazione e la strumentalizzazione del corpo.

Non posso davvero aggiungere di più senza fare ulteriori spoiler, la trama fragile de “Il circo del mare” non può essere raccontata senza dire cose che rovinerebbero la lettura, perché buona parte di essa è un viaggio nella mente di Fati e nelle dolorose esistenze dei circensi del mare. Piccoli eventi, dettagli, indizi che ci portano dentro il circo, sotto il tendone, nell’acquario e vediamo la Bestia che geme, Fati che digrigna i denti, Layla che scivola leggera nella poca vita che le rimane, Ismael che pare il figlio minore di Dorian Gray quanto a decadenza.

Di solito non faccio mai cenno ai ringraziamenti, ma non ho mai letto pagine di ringraziamento così sincere, trasparenti e appassionate, perfettamente in linea con la storia che Fay ci ha narrato.

Difetti? Alcuni concetti che ritornano, qualche ripetizione, alcune frasi un poco involute. Peccati veniali, insomma.

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